confettura di mele cotogne
Dolci cicci e pasticci

Confettura di mele cotogne. La ricetta e 3 consigli

Avete mai assaggiato la confettura di mele cotogne? Bitorzolute e brutte le mele cotogne sono il frutto autunnale di un albero dimenticato, fuori dalle logiche di mercato. Perché? Le cotogne non si consumano in naturalezza, la loro polpa è poco dolce e dura, fiore e frutto sono delicati. Gli insettini ne vanno pazzi. Potremmo definirle frutti borderline, di pessimo aspetto, capaci di svelare la loro personalità, il loro sapore antico ai pochi che hanno voglia di andare oltre l’apparenza. 😉

La consistenza della polpa e l’elevata quantità di pectina, sostanza naturale dalle proprietà addensanti, fanno della mela cotogna il frutto ideale per la preparazione di una deliziosa confettura, dal gusto leggermente acidulo, originale e creativa compagna di formaggi stagionati e carne di maiale arrosto. Ne basta un cucchiaino per nobilitare il pane a colazione, trasforma i dolci a base di pasta frolla in leccornie regali. Da 1 a 10 quanto mi piace? 🙂

3 consigli per la confettura di mele cotogne perfetta

La ricetta per la preparazione della confettura di mele cotogne è facile, un po’ meno sbucciare e togliere i semini a questi frutti ostinati. 🙂 L’amica Milly mi ha dato 3 preziosi consigli per ottenere una confettura di cotogne a regola d’arte:

  1. per sbucciare e pulire facilmente le mele cotogne: metterle in acqua fredda, portare l’acqua quasi a ebollizione. Spegnere la fiamma, lasciare i frutti in ammollo per una notte.
  2. per ottenere una confettura perfetta: lasciare riposare le mele cotogne a tocchetti con una quantità di zucchero pari a poco meno della metà del loro peso per 5 o 6 ore. La frutta rilascia il proprio succo è così pronta per essere cotta, aromatizzata e trasformata in confettura.
  3. preparazione e conservazione: prima di preparare la confettura di mele cotogne, vi raccomando, di sterilizzare i vasetti di vetro. Potete trovare utili indicazioni nel manuale, messo a disposizione dal Ministero della Salute: Linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico a pag. 84. La confettura dura 2 o tre mesi, se riposta in un armadietto lontano da caldo e luce.

Per mettere in pista la nostra confettura servono: mele cotogne, zucchero, limoni non trattati, vasetti in vetro per conserve, un pentolone, una pentola più piccola, il frullatore a immersione, un piccolo mestolo o un cucchiaio grande, un paio di strofinacci.

La confettura di mele cotogne ha un gusto delicatamente acidulo, è perfetta per preparare dolci e accompagna formaggi stagionati o erborinati

Difficoltà: media
Preparazione: 7 ore e 1 notte (incluso il tempo di riposo delle mele cotogne)
Cottura: 1 h
Porzioni: 4 vasetti da 600 g (vasetto incluso)
Costo: basso

Ingredienti e quantità:

  • 2 kg di mele cotogne (una volta pulite 1, 570 kg)
  • 600 g di zucchero
  • 1 limone non trattato

Come preparare la confettura di mele cotogne

  1. Prima di preparare la confettura di mele cotogne, sterilizzare i vasetti e i loro coperchi. Mettere in una grossa pentola i contenitori in vetro, riempire la pentola d’acqua, bollire per almeno dieci minuti. Lasciarli nell’acqua sino al momento dell’utilizzo.
  2. Lavare ora le mele cotogne, metterle in una grande pentola coprirle d’acqua. Cuocerle sino a poco prima che l’acqua giunga a bollore. Spegnere e lasciare le mele in pentola per una notte intera.
  3. Il giorno successivo, sbucciare le mele cotogne, privarle dei semi e delle parti fibrose, tagliarle grossolanamente. Porre i pezzi di mela in una grossa pentola, aggiungere lo zucchero, la buccia grattugiata di un limone non trattato, il succo del limone. Mescolare, coprire la pentola e lasciar riposare le mele per 5 o 6 ore.
  4. A questo punto, portare a cottura le mele cotogne a fuoco dolce per un’ora. A fiamma spenta frullarle con un mixer a immersione sino a ottenere un composto denso. La confettura, se ben riuscita, fatica a staccarsi dal cucchiaio.
  5. Con un piccolo mestolo riempire di confettura i vasetti, sino ad arrivare a 1,5 cm dal bordo. Avvitare il coperchio, mettere i vasetti a testa in giù e lasciarli raffreddare. Fate attenzione, prima di riporre in dispensa i vostri vasetti, che il coperchio risulti avvallato nella parte centrale, cosa che ne indica la corretta chiusura per una conservazione ottimale.

Vi consiglio, se resistete alla tentazione, di lasciar riposare la confettura di mele cotogne per un paio di settimane, prima di spalmarla su fette biscottate o pane. Quindi non seguite il mio esempio. L’ho preparata ieri e un vasetto è già sparito. 😉

Vi chiederete, come mai Monica non usa il termine marmellata? La comunità europea, anni fa, decise che si sarebbero potute definire marmellate tutte le preparazioni conservate a base di agrumi. Con il termine confettura si indicano le conserve fatte con ogni altro tipo di frutta.

Una beffa, nel caso della nostra confettura di mele cotogne, visto che il termine marmellata nasce dal portoghese marmelo, che significa, pensate un po’, melo cotogno. Curiose stranezze. Continuate a spalmare marmellate di ogni tipo sul pane, meglio se fatte in casa. Non c’è modo migliore per iniziare la giornata. A presto! 🙂

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