Dolci cicci e pasticci

La mia ricetta degli struffoli. Il Carnevale continua

Eh sì, a Milano il Carnevale ambrosiano continua fino a sabato. A casa mia piovono struffoli, oggi vince l’anima meridionale. Gli struffoli, piccole delizie, che a Napoli accompagnano il Natale e i giorni grassi dell’anno, sono coriandoli di pasta, fritti, conditi con miele, agrumi canditi e momperiglia. La momperiglia è, per intenderci, un mix di confettini colorati. Sotto il Vesuvio i confetti prendono il nome di diavulilli, ai loro colori il compito di tentare il nostro sguardo e fare allegria.

Non sono una fan del Carnevale e dei suoi eccessi, mi piace però la semplicità dei dolci, che si friggono in questo periodo. Sono quasi tutti fatti con pochi essenziali ingredienti. Cambiano i nomi, gli aromi e le forme. Struffoli, cicerchiata, chiacchiere, frittelle, favette, sono prelibatezze antiche e perfette. Mi è venuta anche la rima. 🙂

La ricetta degli struffoli, presente da secoli nella tradizione partenopea, si ritrova, con qualche variante, in altre zone centro-meridionali, in Umbria, Molise e Marche, per esempio. Gli struffoli napoletani si dicono con due effe, sono piccini con un profumo intenso di agrumi.

Come mai a casa nostra si fanno gli struffoli? Perché i miei nonni materni emigrarono da Nord a Sud e, tornando a casa, portarono in valigia qualche ricetta della loro amata Napoli, quella degli struffoli inclusa. Ho provato a ricostruirne sapore e profumo, con una licenza poetica. Invece dei canditi di cedro e arancia, ho usato dello zenzero candito, piace di più ai ragazzi.

Ecco cosa serve per i miei struffoli: farina 00, uova, burro, zucchero, sale fino, un’arancia, un limone, olio per friggere, confettini colorati, miele di acacia, canditi. Procuratevi poi: un tagliere, una ciotola, un coltellino, una forchetta, un cucchiaio, una casseruola in acciaio, un pentolino, una schiumarola (il mestolo forato per fritti), carta assorbente da cucina, la bilancia.

La mia ricetta degli struffoli
Gli struffoli sono dolci tipici partenopei, preparati con ingredienti semplici. Si portano tradizionalmente in tavola a Natale e nei giorni di Carnevale
  • Difficoltà: bassa
  • Preparazione: 30 minuti
  • Cottura: 1 h
  • Porzioni: 8/10
  • Costo: basso

Ingredienti e quantità:

  • 300 g di farina tipo 00
  • 3 uova
  • 2 cucchiai di zucchero
  • 40 g di burro
  • 1 arancia non trattata
  • 1 limone non trattato
  • 1 l di olio di semi di arachidi
  • 5 cucchiai rasi di miele di acacia meglio se biologico
  • 60 g di zenzero candito (nella ricetta tradizionale si usano arancia o cedro canditi)
  • confettini colorati q.b.
  • 1 pizzico di sale

La mia ricetta degli struffoli

Prima di preparare gli struffoli, lavare e asciugare il limone e l’arancia. Sciogliere il burro 20 secondi nel microonde o a bagnomaria.

Quindi, in una ciotola versare la farina a fontana. Rompere in un piatto le tre uova, unirle alla farina, disponendole nell’incavo centrale della fontana. Aggiungere un pizzico di sale, lo zucchero, la scorza grattugiata del limone e dell’arancia, il burro fuso, ormai tiepido.

Iniziare ad amalgamare gli ingredienti liquidi alla farina con i rebbi della forchetta. Proseguire, impastando, prima con la punta delle dita, poi con il palmo della mano, sino a ottenere un panetto liscio e omogeneo. L’impasto degli struffoli deve essere compatto e morbido.

Avvolgere il panetto nella pellicola trasparente. Lasciarlo riposare, per mezz’ora almeno, a temperatura ambiente.

Infarinare leggermente il piano di lavoro, prelevare piccole porzioni di impasto, lavorarle in modo tale da ottenere dei filoncini del diametro di un centimetro.

Con un coltellino ricavare da ogni bastoncino delle palline di pasta della lunghezza di un centimetro al massimo. Più piccoli sono gli struffoli, meglio si amalgamano alla bagna di arancia e miele.

È arrivato ora il momento di friggere. Versare l’olio di semi nella casseruola in acciaio, portarlo a temperatura. Se avete un termometro da cucina, l’olio di arachide è pronto quando raggiunge i 140 °C.  Diversamente, io faccio cosi, immergete uno stuzzicadenti nell’olio, quando iniziano a formarsi delle bollicine, potete iniziare a friggere pochi struffoli alla volta.

Friggere gli struffoli è la fase più delicata della ricetta. Serve un po’ di attenzione, per fare in modo che l’olio mantenga una temperatura costante. Ogni porzione di struffoli deve friggere una decina di minuti a fiamma moderata, sino a quando le piccole porzioni di pasta risulteranno dorate.

Una volta dorati, prelevare gli strufoli con il mestolo forato, disporli su carta assorbente. Ripetere l’operazione sino a esaurire l’impasto, avendo cura di schiumare l’olio, per mantenerlo pulito.

Quando avrete fritto tutti gli strufoli, spremere il succo dell’arancia, versarlo in un pentolino con il miele. A fiamma dolce far evaporare l’arancia, sino a ottenere uno sciroppo semi-liquido.

Mettere gli struffoli in una ciotola capiente, aggiungere lo sciroppo al miele, i canditi, i confettini colorati, amalgamare delicatamente e disporre gli struffoli sul piatto da portata o in pirottini monoporzione. Sono golosissimi!

Cosa fare con l’olio, dopo aver fritto gli struffoli?

Prima di tutto prestate la massima attenzione quando friggete gli struffoli. Mettete la pentola sui fuochi posteriori, in modo tale da evitare di rovesciare l’olio con movimenti imprevisti.

Dopo aver fritto gli struffoli, non versate acqua nell’olio ancora bollente. Gli schizzi di olio rischierebbero di farvi del male. In passato, pensando ad altro, ho fatto l’esperienza. Siate più prudenti e meno pasticcioni di Monica. 🙂

Buoni gli struffoli, ne avete fritti tantissimi? Veniamo ora allo smaltimento dell’olio. L’olio esausto, quello che avete avanzato dopo aver fritto, una volta raffreddato, non va buttato negli scarichi. Nella mia zona, si versa in una bottiglia di plastica e si porta in discarica. E da voi? Evviva gli struffoli, senza inquinamento! 🙂

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